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    Il mio ufficio ideale

    Il mio ufficio ideale

    Anni fa, non ricordo su quale blog, avevo scritto un post raccontando come immaginavo il mio ufficio ideale e aveva riscontrato molto seguito.

    Lavoravo da casa da circa un anno e iniziavo ad accorgermi quanto fosse importante poter lavorare in un ambiente in cui sentirsi a proprio agio, “raccolto” e costruito in base ai propri gusti e alle proprie esigenze professionali.

    Ecco, lo avevo scritto allora e lo ripeto oggi: secondo me un ufficio, quanto pur grande possa essere, dovrebbe somigliare il più possibile a una casa. Non amo, infatti, gli ambienti asettici e impersonali che mi capita a volte di vedere. Parto dal presupposto che una persona lavori meglio e sia più produttiva se la sua postazione di lavoro le somigli e parli di sé. Un ufficio, per come la penso io, dovrebbe essere il più possibile un luogo in cui le persone possano sentirsi quasi come “a casa”, cioè stare bene.

    Il mio ufficio ideale ha uno o più salotti, le riunioni si possono fare seduti comodamente sul divano o in terra sul tappeto (perché no?), ogni persona dovrebbe avere sì, la sua postazione per il pc da “abbellire” con gli oggetti che più ama e che più la rappresentano ma dovrebbe anche esserci un grande tavolo (o più tavoli) dove lavorare in team. Non può neppure mancare una cucina dove farsi un caffè quando se ne abbia voglia o dove preparare qualche stuzzichino per gli appuntamenti con clienti o fornitori, discutendo magari con il collega della strategia da adottare. E dovrebbero esserci anche tante piante!

    Sono stata l’anno scorso nella sede di Google Italia e… sì, sembra di stare in una casa, molto bella. Beh, i dipendenti possono addirittura portarsi in ufficio anche il proprio cane (ne ho visti due simpaticissimi, di cani), per dire.

     

     

    Io ho l’ufficio in casa e, ovviamente, mi rispecchia molto. Qui incontro collaboratori e fornitori e i nostri briefing non sono poi così male.

     

     

    Più vado avanti con gli anni e più sento il bisogno di circondarmi di colori. Magari un giorno ve lo farò vedere il mio spazio homeoffice: oltre a un grande monitor, vi sono mille post-it colorati sul muro, libri e block notes per gli appunti, c’è un “vaso” di terracotta pieno di matite colorate, penne e pennarelli ma anche un cactus per cui non occorre un pollice verde particolare, e un carillon. In una parte della libreria ho l’archivio, una serie di registratori blu che sto pensando di cambiare con questi, appunto più allegri e colorati, e che un po’ mi ricordano Mirò.

     

    Il mio ufficio ideale è la mia casa e sorrido quando incontro persone che ancora oggi non credono sia possibile lo smart working. 😉

     

    Antonella

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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